Il brasile è uno stato che per anni ha avuto un fortissimo debito con gli USA, generato dal bisogno di denaro per le nuove infrastrutture. Vent’anni fa si è liberato da questo peso ed ora è uno degli stati con un futuro roseo.
Il Brasile ha un grandissimo punto forte: la sua immensità. Infatti, il territorio brasiliano è 26 volte l’Italia, e possiede grandissime risorse naturali. Inoltre ci sono solo 180 milioni di brasiliani in un territorio così immenso. Il reddito sta lentamente ma progressivamente aumentando e tutte queste premesse unite alla forte e sicura identità nazionale, alla cultura ricca e unitaria, pongono il Brasile in una posizione di primaria importanza per quanto riguarda gli sviluppi futuri dell’economia e della politica sulla scena mondiale. Nel periodo 2003-2006 Il Brasile ha avuto una crescita economica del 3,3%, in confronto ad una media per i paesi sviluppati del 7,3%. Il trasporto via mare è strategico ma molti scali sono strutturalmente arretrati. Le strade ed i quartieri residenziali delle grandi città sono abnormemente sviluppati in rapporto alle esigenze funzionali collettive. Il brasile è al 10 ° posto nella classifica mondiale del PIL (prodotto interno lordo). Il turismo amplifica e permette lo sviluppo economico delle regioni che danno sul mare, permettendo loro di raggiungere livelli di benessere occidentali. Nel 2006 gli investimenti sono cresciuti del 7% ed i salari del 8%.
Ma ci sono al suo interno fortissime disuguaglianze sociali, come in Cina o India (stati con un boom economico): le regioni più all’interno, che non beneficiano del turismo, sono molto povere e ci sono molte famiglie che fanno la fame. Più del 29% dei brasiliani vive sotto la soglia della povertà (1 dollaro al giorno). Le regioni più povere sono il nord e il nordest, ma anche i grandi centri urbani non sono esenti da questo problema, visto che nella periferia si formano le baraccopoli e le favelas. Mediamente, un nero guadagna la metà di un bianco in Brasile. Inoltre, tra i ricchi e i poveri ci sono molte differenze: per esempio, un brasiliano che frequenta i licei pubblici difficilmente raggiungerà l’università, poiché sono scadenti.
Questo stato mi ricorda molto l’Italia dopo la guerra:economicamente era distrutta, ma dopo gli anni ‘50 si è verificato un boom economico che ci ha portato ai livelli attuali. Se continua di questo passo, il Brasile ci supererà e diventerà una delle maggiori potenze mondiali. Grazie anche alle nuove infrastrutture e agli investimenti esteri, questo stato ha un’economia in crescita. E proprio per questo noi Italiani dobbiamo imparare una cosa da questo stato: se vogliamo crescere, dobbiamo attrarre investimenti esteri, semplificando la nostra burocrazia e abbassando le tasse. Solo così ci disincaglieremo dal PIL crescita 0.
UPDATE
Articolo corretto e revisionato, ringrazio Tooby per i suoi preziosissimi consigli.
La Banca Centrale del Brasile, il 23 dicembre, ha corretto al rialzo l’aumento del PIL dei verdeoro: da 5 a 5,6% (il 20% in più).
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